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DANNO DEI FAMILIARI

Lesioni gravi o gravissime: anche la famiglia ha diritto al risarcimento.

Quando una persona resta gravemente ferita cambia la vita di tutta la famiglia. La legge lo riconosce: coniuge, figli, genitori e fratelli possono chiedere un risarcimento proprio, non solo in caso di decesso e non solo per le lesioni gravissime.

IL PRINCIPIO

Non serve una lesione gravissima.

Per anni si è parlato di danno dei familiari soprattutto per i decessi e per i casi di coma, tetraplegia o gravi cerebrolesioni. Oggi la Corte di Cassazione lo riconosce in modo più ampio: il familiare stretto di una persona ferita «in modo non lieve» può chiedere il risarcimento della propria sofferenza, e può provarla anche per presunzioni (Cass. n. 7748/2020).

È un danno proprio del familiare, non una quota del risarcimento della vittima: si chiede a nome di ciascuno e si aggiunge a quello della persona ferita. Spetta quando il rapporto familiare è perduto, ma anche quando risulta gravemente compromesso dalle lesioni (Cass. n. 25833/2026).

GRAVI E GRAVISSIME

Che cosa si intende per lesioni gravi e gravissime.

Lesioni gravi

Lasciano postumi permanenti importanti o richiedono cure lunghe: fratture complesse con esiti, lesioni di nervi, perdita parziale della funzione di un arto, mesi di dipendenza dagli altri. Il codice penale considera grave la lesione che causa una malattia di oltre 40 giorni o l’indebolimento permanente di un senso o di un organo (art. 583 c.p.).

Lesioni gravissime

Cambiano per sempre l’autonomia della persona: tetraplegia, paraplegia, gravi cerebrolesioni, amputazioni, cecità, stato vegetativo. Per l’art. 583 c.p. sono gravissime, tra le altre, la malattia insanabile e la perdita di un senso, di un arto o dell’uso di un organo.

Lesioni lievi

Di regola non danno diritto al risarcimento dei familiari, salvo situazioni particolari da valutare caso per caso.

Le categorie del codice penale sono solo un orientamento: nel risarcimento conta quanto la lesione ha cambiato la vita della persona e il rapporto con chi le sta accanto.

CHI PUÒ CHIEDERLO

I familiari che possono chiedere il risarcimento.

  • Coniuge, unito civilmente o convivente di fatto.
  • Figli, anche se nati dopo l’incidente.
  • Genitori.
  • Fratelli e sorelle.
  • Nonni, nipoti e altri familiari, se provano un legame effettivo e intenso.

Per coniuge, figli, genitori e fratelli il legame affettivo si presume; per gli altri familiari va dimostrato. La convivenza aiuta, ma non è indispensabile.

LE VOCI DI DANNO

Che cosa possono chiedere i familiari.

Sofferenza morale

Il dolore, l’angoscia e la preoccupazione per la persona ferita. Per i familiari stretti si presume, se la lesione è seria.

Vita cambiata

Rinunce, tempo dedicato alla cura, abitudini e progetti stravolti: si documenta con fatti concreti.

Salute del familiare

Se il familiare sviluppa un disturbo accertato, come una depressione o un disturbo post-traumatico.

Danno economico

Reddito perso per assistere la persona, spese di viaggio, assistenza e adattamento della casa.

COME SI DIMOSTRA

Con lesioni gravi, la prova della vita quotidiana fa la differenza.

Più la lesione è grave, più la sofferenza dei familiari stretti è evidente. Con lesioni gravi ma non gravissime il diritto c’è lo stesso, ma è ancora più importante documentare che cosa è cambiato: chi assiste la persona, per quanto tempo, con quali rinunce.

  • Cartelle cliniche e relazione medico-legale della persona ferita.
  • Stato di famiglia e prova della convivenza o della frequentazione.
  • Diario dell’assistenza: orari, visite, terapie, accompagnamenti.
  • Permessi, aspettative o riduzioni d’orario al lavoro.
  • Certificazioni psicologiche o psichiatriche del familiare, se presenti.
  • Testimonianze di amici, vicini e colleghi.
QUANTO VALE

Come si calcola il danno dei familiari.

Non esiste una tabella nazionale per il danno dei familiari di una persona ferita: la Tabella unica nazionale riguarda la persona lesa. Le tabelle del Tribunale di Roma prevedono criteri specifici, che crescono con la percentuale di invalidità della persona ferita; la Cassazione ha chiesto di usare tabelle che regolino in modo specifico questo danno (Cass. n. 13540/2023).

Per questo il valore dipende molto da come il danno di ciascun familiare viene ricostruito e documentato, e da quanto è stata grave la lesione.

COME LAVORA AGR

Il danno della famiglia, accanto a quello della persona ferita.

  1. Ascoltiamo la famiglia

    Ricostruiamo chi assiste la persona, che cosa è cambiato e chi ha diritto a chiedere.

  2. Documentiamo ogni posizione

    Per ciascun familiare raccogliamo prove, testimonianze e, se serve, valutazioni psicologiche.

  3. Chiediamo tutto insieme

    Il danno dei familiari viene chiesto accanto a quello della persona ferita, senza dimenticare nessuno.

  4. Verifichiamo ogni offerta

    Prima di firmare controlliamo che la quietanza non chiuda anche le richieste dei familiari.

DOMANDE FREQUENTI

Le domande più comuni.

Spetta anche se la persona non è morta?+

Sì. Spetta anche quando la persona sopravvive con lesioni gravi o gravissime: la Cassazione lo riconosce quando il rapporto familiare è gravemente compromesso, non solo quando è perduto.

Serve una lesione gravissima, come una tetraplegia?+

No. La Cassazione parla di lesioni «non lievi»: anche lesioni gravi, con postumi importanti, possono dare diritto al risarcimento dei familiari. Va valutato caso per caso.

Il danno dei familiari è compreso nell’offerta alla vittima?+

No, di regola no. Va chiesto espressamente per ciascun familiare. Prima di firmare una quietanza verifica che non chiuda anche le richieste dei familiari.

Il familiare deve essere convivente?+

No. La convivenza aiuta, ma per coniuge, figli, genitori e fratelli il legame si presume. Per altri parenti va dimostrato.

Chi assiste ogni giorno può chiedere di più?+

Chi presta assistenza può chiedere anche il tempo di cura, le rinunce e il reddito perso, se documentati. Caregiver e assistenza.

Entro quando va chiesto?+

Per gli incidenti stradali di regola entro 2 anni, più a lungo se il fatto è reato; negli altri casi i termini cambiano. Verifica i termini.

Riferimenti: Artt. 2043 e 2059 del Codice civile: risarcimento del danno non patrimoniale. Art. 583 del Codice penale: lesioni personali gravi e gravissime. Cass. Sez. Un. n. 9556/2002: danno dei prossimi congiunti della persona ferita. Cass. n. 7748/2020: sofferenza del congiunto di persona lesa in modo non lieve, prova per presunzioni. Cass. n. 13540/2023: criteri di liquidazione del danno dei familiari del macroleso. Cass. n. 4571/2023: danno dei figli presunto dal rapporto compromesso dalle gravi lesioni, anche se nati dopo il fatto. Cass. n. 25833/2026: danno del familiare anche quando il rapporto non è perduto ma gravemente compromesso.

Aggiornato al 24 ottobre 2026. Contenuto informativo generale: ogni caso va valutato sui documenti con i professionisti competenti. AGR non è uno studio legale e non svolge attività riservate agli avvocati.

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